Domenica 9 Agosto 2026,

aveva completamente avvolto uno scoglio ricoperto di coralligeno, che fortunatamente è stato recuperato e riportato allo stato naturale. All’interno della rete, alcuni resti di qualche pesce che ha incontrato la morte senza possibilità di scampo.

L’Associazione Underwater Pro Tour torna a ricordare che le reti perse possono essere segnalate dai pescatori sia alla Guardia Costiera, che ai diving che all’Associazione stessa, che da cinque anni si occupa del recupero di ingombranti e, proprio, di attrezzature da pesca di tutti i tipi.

Una rete da pesca abbandonata sui fondali, crea una sorta di ‘coperta’ che oltre ad imbrigliare gli scogli, impedendo la vita agli abitanti del coralligeno, nella sua opera di pescaggio continua a catturare pesci destinati comunque non al mercato ma ad una morte lenta.

Esortiamo quindi a segnalare eventuali reti perse, al fine di salvaguardare il nostro mare con i suoi abitanti, il nostro coralligeno (che, ricordiamo, è protetto dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE) che lo elenca nell’Allegato I, dalla Direttiva Quadro sulla Strategia Marina (2008/56/CE) che lo definisce un habitat chiave, e dal Regolamento UE2024/1991), e la bellezza dei nostri fondali.

Nel mirino dei volontari di UPT c’è ora un’altra rete, che richiederà sicuramente l’intervento di un’imbarcazione da pesca in appoggio, trattandosi di attrezzatura molto lunga (e quindi pesante), ben lungi dal poter essere issata a bordo a mano. A tempo debito auspichiamo l’aiuto e la disponibilità di pescatori di buona volontà dell’isola.

Si ringrazia la Guardia Costiera di Isola del Giglio per l’assistenza in superficie.

Le foto sono di Guido Alberto Rossi

 

 

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