Quinta Tappa – Sabato 13 Novembre 2021

Quinta tappa del Tour prevista per il 2021.
Dati della tappa:
Partenza: Punta del Faraglione, punto di arrivo della quarta tappa
Arrivo: Punta del Mezzo Franco.
Distanza: circa 2.100m
Profondità massima -25m
Percorso da effettuarsi sotto costa, seguiti da barca d’appoggio.
Requisiti:
• brevetto minimo deco deep
• abilitazione all’uso di O2 come eventuale gas decompressivo (l’immersione è comunque nei limiti NDL)
• brevetto dpv
• assicurazione personale
• immersione da effettuarsi in nitrox
• abitudine ad effettuare immersioni di durata superiore ai 90’
Costi:
la singola immersione ha un costo di 50,00€
Altre informazioni:
E’ possibile alloggiare sull’Isola, richiedendo preventivo all’Associazione
E’ possibile effettuare anche altre immersioni da concordare con l’Associazione.
Per ulteriori informazioni: info@underwaterprotour.com oppure +39.3331042242

Cronaca dello svolgimento dettagliato della giornata.

Sabato 13 novembre, sfruttando una finestra nel weekend di mare non proprio propenso a contribuire alla riuscita della manifestazione, e di meteo un po’ bizzarro, tra sole caldo e scrosci improvvisi di pioggia, l’Associazione Underwater Pro Tour si è di nuovo messa in movimento per rispettare il calendario e alla fine anche la quinta tappa del tour è stata archiviata con successo.
Ricordiamo che il progetto Underwater Pro Tour ha lo scopo di effettuare la mappatura dei fondali dell’Isola del Giglio per rilevare, segnalare e recuperare (ove possibile) o fare recuperare da terzi, i rifiuti ingombranti e non presenti proprio sul fondale.
Accanto a questo obiettivo di carattere ecologico-ambientale, l’Associazione Underwater Pro Tour sfrutta i tour (e le immersioni dell’International Diving) per fare attività di ricerca sulla Pinna nobilis e sulla Pinna rudis. Lo studio è volto a determinare le attuali condizioni di questi organismi, ed in particolare, se sussistono individui sopravvissuti all’epidemia che ha decimato la popolazione di P. nobilis negli ultimi anni, e qual è, attualmente, l’incidenza della P. rudis. I dati raccolti verranno poi messi a disposizione dei Biologi marini dell’Università La Sapienza di Roma.
Una forte corrente ha accompagnato i tre subacquei in immersione, che hanno percorso un tratto di circa 2000m di mare a tratti fonte di grandi sorprese, con fondali spesso assimilabili, per luce e morfologia, a quelli del Mar Rosso.
Arrivati a Mezzo Franco, i passeggeri della barca hanno ingannato l’attesa puntando lo sguardo sulla costa: la ricerca è stata premiata! L’occhio professionale di uno dei passeggeri, veterinario, ha avvistato un muflone che si aggirava nella ex-riserva realizzata nel 1955 dal Professor Ugo Baldacci proprio per ospitare questi animali così schivi e particolari.
La prossima tappa, dal Mezzo Franco a Punta Eresia, sempre di circa 2000m, si terrà il 27 novembre 2021, e sarà l’ultima prevista per il 2021.

 

Questa tappa ha evidenziato, fortunatamente, una zona meno ‘ricca’ di rifiuti, probabilmente perché la costa non ha molti insediamenti.

Dati Tecnici

Partiti dal Faraglione del Campese, esattamente da dove li avevamo lasciati circa un mese fa al termine della quarta tappa, i tre volontari subacquei, Gianmaria Vettore, Fabio Forti e Graziano Lanini, si sono immersi con destinazione Punta Le Saline, in corrispondenza del promontorio del Mezzo Franco.
In barca, Domenico Battistello, come sempre alla guida della Ladybird, la barca che l’International Diving di Giglio Porto ha messo a disposizione per tutta la durata del tour, Roberto Luisi, grande sostenitore nonché frequentatore assiduo del Giglio e Claudia Di Giuseppe, parte integrante del diving.

Profilo Immersione

Rilevazioni

Un primo pedagno (pallone che da convenzione per il tour, segnala la presenza di rifiuti e viene lanciato in superficie dai subacquei in immersione) ha rilevato la presenza di un grosso tubo in ghisa. Sembrerebbe un grosso raccordo, ma l’identificazione non è mai semplice a causa delle numerose concrezioni presenti.
Il secondo pedagno lanciato in superficie è collegato ad un reticolo di cime, sagole e vecchie reti presenti sul fondale, impigliati agli scogli e che vanno a perdersi sotto la sabbia: sembra che il fondale sia coperto da una vera e propria ragnatela di fattura umana, generata proprio da un numero spropositato di cime di diverse dimensioni, forse appartenenti a vecchie reti delle quali non è rimasto più nulla.
L’ultimo pedagno, segnala la presenza di una matassa di dimensioni molto consistenti che si trova ad una profondità vicina alla superficie. Inizialmente si pensava fosse uno scoglio coperto da rete, ma, ad un esame più attento, si è potuto appurare che trattasi di una o più reti unite insieme a formare un corpo unico che dal fondale sabbioso si alza verso la superficie per circa due metri.
E’ stata inoltre rilevata la presenza di un’altra rete non molto estesa che però probabilmente non potrà essere rimossa. Ricordiamo infatti che non tutto ciò che si trova sul fondale, sebbene si tratti di corpo estraneo, può essere automaticamente prelevato proprio perché estraneo all’ambiente. Da qui l’importanza delle riprese che vengono effettuate ad ogni ritrovamento. Nel caso specifico, si tratta di una rete probabilmente molto vecchia, che ormai è diventata parte integrante con il fondale per le concrezioni presenti e per la colonizzazione da parte di organismi che vi hanno eletto dimora. Posta su un’ipotetica bilancia, la sua rimozione provocherebbe più danno rispetto al mantenimento in loco.
Fortunatamente non sono stati rilevati altri rifiuti ingombranti. Mentre i tre subacquei cercavano rifiuti sul fondo, in superficie, gli occupanti della barca raccoglievano plastiche e quant’altro dalla superficie del mare.

1.   Rilevazione “tubo in ghisa”, profondità -30mt.
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2. Rilevazione “Cime attrezzi da pesca”, profondità -38mt 
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3. Rilevazione “attrezzi da pesca concrezionati”, da valutare la non rimozione, profondità -35mt 
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4. Rilevazione “matassa di rete da pesca”, profondità -9mt 
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Ringraziamenti

L’attività di Underwater Pro Tour è patrocinata da istituzioni quali Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Comune Isola del Giglio, Capitaneria di Porto, Proloco Isola del Giglio, Consorzio Imprese Isola del Giglio, Clean Sea LIFE, SIMSI – Società Italiana Medicina Subacquea e Iperbarica, Marevivo Divisione Sub, Legambiente, Assedi – Associazione Servizi Diving Italiani.
Si ringraziano, come sempre, gli sponsor: Lush Italia, SUEX – The Submarine Exploration Company, Easydive, DiveSystem Group ITALIA, Mare Nostrum del Rotary International Club Milano.
Un ringraziamento particolare va a coloro che, senza alcun compenso, prestano la loro opera sia in barca che in immersione, a tutti colore che mostrano solidarietà e supporto a diverso titolo all’Associazione, e a tutti quelli che si prestano nelle più svariate maniere al fine di dare una mano, come l’amica ternana Daniela, grande amante del Giglio, che si è gentilmente prestata come dog sitter di Sky, la mascotte del diving, che ha così potuto evitare le oltre tre ore di barca.