Non è stata solo un’attività. È stata una scelta. Due giorni (07 e 08 febbraio 2026), tre interventi, circa 20 volontari arrivati anche da centinaia di chilometri di distanza per proteggere il mare del Giglio. Subacquei e sostenitori uniti dallo stesso obiettivo: restituire dignità ai fondali. Sabato mattina il porto si è trasformato in un cantiere del bene. Squadre coordinate sopra e sotto la superficie: subacquei impegnati nel recupero dei rifiuti, team in superficie per il sollevamento, volontari a terra per lo smaltimento corretto. Dai fondali sono riemersi oggetti di ogni tipo, testimonianza silenziosa dell’impatto umano sull’ecosistema marino. Nel pomeriggio, in località Torricella, sono stati recuperati materiali precedentemente individuati durante la mappatura dei fondali. Il mare ha poi imposto il suo ritmo, costringendo al rientro anticipato. Ma non ha fermato la determinazione.
Domenica mattina, nuova immersione: 1,5 km percorsi lungo la costa, rifiuti individuati, geolocalizzati e in parte recuperati immediatamente. Ogni coordinata GPS è una promessa: torneremo. Negli anni abbiamo riportato alla luce elettrodomestici, pneumatici, materiali edili, reti fantasma, attrezzi da pesca. Non numeri, ma ferite rimarginate. Grazie alla Capitaneria di Porto, all’Ufficio Demanio del Comune, ai partner tecnici e a ogni volontario arrivato da tutta Italia. E grazie ai gigliesi che hanno scelto di esserci, sopra e sotto il mare.
La tutela dell’ambiente marino non è un gesto isolato. È un impegno continuo. È presenza. È responsabilità. È amore concreto per il nostro mare. E noi continueremo a immergerci.
Sempre.




